Una fuga a Barcellona

Per me i compleanni sono sempre stati una cosa seria, se poi quello da festeggiare è l’ingresso negli enta non si può non farlo in maniera speciale.

Così, quest’anno ho deciso di regalare ad Alessandro, il mio ragazzo, un week end a Barcellona per il suo trentesimo compleanno.

Dopo aver prenotato con anticipo i biglietti aerei con Ryanair, ho iniziato la ricerca di un posto dove pernottare. Non è stato semplice trovare una soluzione economica e non troppo distante dal centro ma alla fine, con un po’ di pazienza, sono riuscita a prenotare un Airbnb nella zona del Parco della cittadella.

Viaggio prenotato dal 19 al 22 maggio!

Prima della partenza

Dopo aver “scartato” il suo regalo, io ed Alessandro abbiamo organizzato insieme il nostro tour a Barcellona.

Con Internet e google maps alla mano, abbiamo deciso cosa vedere, come muoverci e dove mangiare. Da brava tecnologia-dipendente quale sono, ho creato una mappa personalizzata su Google Maps, inserendo tutti nostri i punti di interesse e dividendoli per giorni.

Mappa tour Barcellona
Mappa personalizzata di Barcellona

La parte più difficile, però, è stata dover scegliere tra le due soluzioni offerte per i turisti dalla città di Barcellona: Hola BCN – tessera per i trasporti pubblici – e Barcelona Card – tessera per usufruire sia dei trasporti pubblici sia di ingressi gratuiti nei musei e di sconti in alcuni luoghi di interesse.

Grazie all’aiuto di Excel – quando stai con un ingegnere la tua vita inizia ad essere scandita dai fogli di calcolo – abbiamo optato per la Barcelona Card, scelta che forse adesso non so se rifaremmo perché, non riuscendo ad entrare nei musei per questioni di tempo, ci sarebbe bastato il solo abbonamento per i mezzi, dato che gli sconti con la Barcelona Card non sono poi così vantaggiosi.

19 maggio – finalmente si parte!

Partenza ore 13.30 da Torino Caselle, arrivo alle ore 15 a Barcelona El Prat. Appena atterrati, abbiamo ritirato le nostre Barcelona Card al centro informazioni dentro l’aeroporto. Per raggiungere la città abbiamo preso il treno R2N fino alla stazione di Barcelona Sants, da qui un altro treno ci ha portati alla fermata metropolitana Arc de Triomf, vicinissima al bed and breakfast. Dopo aver poggiato le valigie, abbiamo subito iniziato il nostro giro per la città.

CasaBatllo_Barcellona_Spagna
Casa Batllo

Il nostro primo giorno prevedeva la visita di Casa Batlló, opera del geniale architetto Antoni Gaudì. Costruito tra il 1904 ed il 1906 e dichiarato nel 2005 dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, questo edificio è un vero e proprio capolavoro del modernismo. La facciata, che dà sul Passeig de Gracia, è uno spettacolo per gli occhi, con le sue forme sinuose, i colori brillanti, i giochi di luce ed il tetto che ricorda la sagoma del dorso di un drago con grandi scaglie iridescenti.

Casa Batllo Lucernaio cortile Barcellona Spagna
Casa Batllo – lucernario

Questa casa racchiude al suo interno un universo di simboli di ispirazione marina: una volta entrati ci si ritrova catapultati in un mondo fantastico, dove ogni elemento rievoca la natura.

CasaBatllo_Interni_Gaudi_Spagna_Barcellona.jpg
Casa Batllo – vetrata nella sala principale del primo piano

Nel biglietto d’ingresso è compresa una video-guida che combina la realtà aumentata con contenuti virtuali e che ci ha accompagnato attraverso il piano nobile, l’attico e la terrazza, mostrandoci i vari segreti della casa.

Superato l’ingresso, siamo saliti al piano nobile, l’antica abitazione della famiglia Battló, passando attraverso un vestibolo privato con lucernari che ricordano i gusci di tartaruga.

Video guida Casa Battlo Barcellona Spagna
Casa Batllo – video-guida con realtà aumentata

Nel salone principale si apre la grande vetrata colorata visibile dal Passeig de Gracia mentre, sul lato opposto del piano, si accede al patio interno con le pareti ricoperte di ceramiche bianche e blu.

Uno degli spazi più singolari della casa è l’attico, con le sue forme semplici ed il colore bianco in netta contrapposizione con il resto dell’edificio. Ma l’estro di Gaudì è comunque visibile nel magistrale gioco dei 60 archi catenari che ricordano le costole di un animale.

Attico Casa Batllo Barcellona
Casa Batllo – archi catenari dell’attico

Salendo una scala elicoidale si accede alla terrazza dove Gaudì ha dato sfogo alla sua immaginazione e creatività, inserendo camini dalle forme sinuose, stilizzate e policromatiche. Ma il vero protagonista è sicuramente il tetto arcuato che ricorda la forma del dorso di un drago, ricoperto da ceramiche cangianti.

Nel complesso è stata una visita lunga ma molto, molto piacevole!

Terrazza Casa Batllo Gaudi Barcellona
Casa Batllo – la terrazza con i camini ed il dorso del drago

Lasciata Casa Battló, hanno iniziato a farsi sentire i morsi della fame e ci siamo diretti in metro verso il quartiere di Barceloneta, vicino al mare, dove abbiamo cenato nel ristorante Somorrostro. Questo locale è molto curato – appesi sul soffitto ci sono sedie, porte e specchi – ed il cibo è ottimo. Abbiamo cenato a base di pesce ma le porzioni erano un po’ ridotte ed usciti dal ristorante avevamo ancora fame.

Ristorante Somorrostro Barcellona
Ristorante Somorrostro – mariscada a la brasa e sangria

Girando per le stradine di Barceloneta, ci siamo imbattuti per puro caso in un locale, La fresca – molto buono – dove abbiamo deciso di proseguire la cena!

Ristorante La Fresca Barcellona Spagna
Ristorante La Fresca – pulpo a la gallega

20 maggio – secondo giorno

Il programma della giornata prevedeva visita alla Sagrada Família, Park Güell e giro per il quartiere Barri Gòtic; non avevamo, però, fatto i conti con le lunghe code!

Arrivati alla Sagrada Família ci siamo trovati davanti alla prima fila della giornata, quella per la biglietteria: un’ora di attesa per poter forse acquistare gli ingressi per le ore 16. Dovevamo trovare una soluzione. Abbiamo deciso, quindi, di acquistare i biglietti on-line per il giorno seguente, rinunciando in questo modo al misero sconto a cui avevamo diritto con la Barcelona Card.

I piani della giornata erano in parte saltati ma, senza perderci d’animo, ci siamo diretti verso Park Güell. Dopo esserci persi per le vie del quartiere Gràcia, affrontando pendenze che non pensavo potessero esistere in una città, siamo finalmente arrivati nel parco, altro meraviglioso capolavoro di Gaudì.

Park Guell portico zona pubblica Barcellona
Park Guell – portico di pietra nella zona pubblica
Park Guell Portico Gaudi Barcellona
Park Guell – portico di pietra

Sito dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO, Park Güell venne commissionato nel 1900 a Gaudì da Eusebi Güell il quale voleva costruire circa 60 lotti destinati alle famiglie benestanti. Un progetto molto ambizioso e costoso che, però, non venne portato a termine. Nel 1914 i lavori furono arrestati e, dopo la morte di Güell, il complesso venne donato al Comune di Barcellona che decise di aprirlo come parco pubblico.

Il parco si divide in due parti: la zona pubblica, ad accesso libero, e la zona monumentale, a pagamento. Abbiamo iniziato a girare per la zona ad accesso libero del parco, camminando per i viadotti, passando sotto porticati in pietra ed arrivando fino al punto più alto del parco, la Collina delle Tre Croci (Turó de Les Tres Creus), un monticciolo di pietra dove sono erette tre croci e dal quale si può ammirare un panorama mozzafiato della città.

Park Guell vista panorama di Barcellona
Park Guell – panorama di Barcellona

Dopo esserci divincolati tra la miriade di turisti ammassati su questa collinetta, siamo riscesi verso la zona centrale, diretti all’area monumentale. Qui abbiamo dovuto nuovamente fare i conti con la fila! Arrivati alla biglietteria, infatti, ci è stato detto che gli unici biglietti disponibili sarebbero stati per gli ingressi delle 18, avremmo quindi dovuto attendere più di 4 ore. Senza pensarci troppo, abbiamo deciso di posticipare anche la visita alla zona monumentale al giorno seguente, modificando nuovamente il nostro programma. Provati dal caldo e soprattutto affamati, ci siamo quindi diretti verso un ristorante nella zona di Vila de Gràcia: la Taverna El Glop.

Ristorante Taverna El Glop Paella Barcellona Spagna
Taverna El Glop – paella di pesce

Avevamo letto buone recensioni su questo ristorante, tutte pienamente confermate. Abbiamo ordinato un’ottima paella di pesce e dei calamari grigliati con riso nero, veramente buonissimi! Rispetto alla sera precedente, questa volta i piatti erano molto abbondanti ed una porzione di paella ed una di calamari sono stati più che sufficienti per saziare sia me sia Alessandro – il cui appetito è rinomato!

Con lo stomaco pieno e davanti ad un buon bicchiere di vino della casa, abbiamo rivisto il nostro programma di visita della città. Essendo stati costretti a posticipare al giorno seguente sia la Sagrada Família sia la zona monumentale di Park Güell, abbiamo deciso di anticipare la visita di Casa Milà, meglio nota come La Pedrera (cava di pietra, per via della facciata esteriore che sembra una cava a cielo aperto), altra meraviglia uscita dalla folle mente di Gaudì.

Casa Mila plastico Barcellona
Casa Milà – plastico dell’edificio

Così, dal ristorante ci siamo diretti a piedi verso Passeig de Gràcia, con la speranza di non trovare altre brutte sorprese. Per fortuna, dopo una brevissima coda alla biglietteria, siamo riusciti ad entrare; pochi passi ed è stato subito stupore! Insieme al biglietto, ci è stata consegnata un’audio guida che ci ha aiutato a capire e scoprire La Pedrera.

Costruita tra il 1906 ed il 1912, Casa Milà fu commissionata dall’industriale Pere Milà i Camps e da sua moglie Roser Segimon i Artells; questo edificio non fu solo la loro residenza ma al suo interno furono ricavati anche diversi appartamenti da affittare. La Pedrera, infatti, si sviluppa su 7 piani, sopra i quali si apre una terrazza decisamente fuori dal comune.

La visita è iniziata dal cortile con le sue facciate sinuose e ricche di colore, in perfetto stile gaudiniano. La cosa più bella di questa zona è stata mettersi con il naso all’insù ed ammirare il vortice di finestre che ci sovrastava.

Casa Mila cortile Gaudi Barcellona
Casa Milà – cortile interno

Da qui siamo saliti a piedi fino alla terrazza ed appena varcata la porta si è aperto davanti a noi un vero e proprio spettacolo. Impossibile descrivere a parole la bellezza e la magia di questo posto.

Casa Mila La Pedrera Terrazzo Gaudi Barcellona Spagna
Casa Milà – terrazza

Il pavimento ondulato è posto su diversi livelli e su di esso si ergono comignoli e torri di ventilazione, tutti dalle forme sinuose ed inusuali e dal forte significato simbolico. In questo spazio il colore bianco la fa da padrone: molti di questi elementi sono decorati con il trencadís (mosaico formato da frammenti di vetro o di maioliche), con le pietre, con il marmo o con il vetro (su di un comignolo vi erano dei fondi di bottiglia!).

La Pedrera terrazza comignoli Barcellona Spagna
Casa Milà – comignolo con inserti in vetro
Casa Mila La Pedrera Terrazza Barcellona
Io e Ale sulla terrazza di Casa Milà

Sarei potuta rimanere le ore ad ammirare questo universo di forme e tessiture ma, a malincuore, Alessandro mi ha trascinata via per continuare il nostro giro. Subito sotto la terrazza si trova l’attico, uno spazio senza barriere né divisioni interne, in cui è presente una successione di ben 270 archi catenari. Qui si trova lo Spazio Gaudì, un’area dedicata all’architetto ed alle sue opere. Posti al 4° piano si trovano, invece, gli appartamenti visitabili: camere da letto, soggiorno, camera dei bambini, bagni, cucina, tutto è arredato con mobili originali dell’epoca ed il tempo qui sembra essersi fermato.

Casa Mila Spazio Gaudi Barcellona Spagna
Casa Milà – Spazio Gaudì

Usciti da Casa Milà mi sentivo felicemente frastornata: La Pedrera mi aveva stregata!

Abbiamo iniziato a passeggiare su Passeig de Gràcia, la via dello shopping di Barcellona, ma senza indugio ci siamo diretti verso Plaça de Catalunya e da qui su La Rambla, una delle più importanti vie della città.

LaRambla_Barcellona_spagna.jpg
La Rambla

Questa strada è molto lunga, collega Plaça de Catalunya con Plaça Portal de la pau, la piazza sul lungo mare dove si trova la famosa statua di Cristoforo Colombo. Lungo La Rambla si trova anche La Boqueria, il mercato di Barcellona.

La Boqueria Mercato Barcellona
La Boqueria

La Boqueria non è solo un luogo dove fare la spesa (qui si trovano prodotti di ogni genere, è un’esplosione di colori e di profumi) ma è una vera e propria attrazione turistica.

Interno del mercato La Boqueria di Barcellona
La Boqueria – una vista dell’interno del mercato

Lasciato il mercato, abbiamo continuato il nostro tour su La Rambla diretti verso Barri Gòtic, lo splendido quartiere gotico di Barcellona, un museo a cielo aperto. Girando tra il suo labirinto di stradine si possono trovare delle piccole perle come chiese e piazze, ad esempio Plaça del Pi con la maestosa chiesa di Santa Maria del Pi, la Cattedral de la Santa Creu, Plaça del Rei, Santa Maria del Mar o ancora Plaça Sant Felipe Neri, una piccola oasi lontana dal frastuono del Barri Gòtic.

Chiesa di Santa Maria del Pi Barcellona Spagna
Basilica de Santa Maria del Pi
Cattedrale de la Santa Creu Barcellona Spagna
Catedral de la Santa Creu
Chiesa di Santa Maria del Mar Barcellona Spagna
Basilica de Santa Maria del Mar

Arrivata la sera e sopraggiunta la fame ci siamo diretti verso un locale che volevamo provare: la pulperia Bar Celta, vicino al porto. Un bar-ristorante con pochi posti a sedere e abbastanza confusionario ma qui preparano un buonissimo pulpo a la gallega (polpo condito con sale grosso e paprika) insieme ad altre tapas, soprattutto a base di pesce.

Ristorante Bar Celta Pulpo a la gallega Barcellona Spagna
Bar Celta – pulpo a la gallega e sangria

Dopo aver recuperato un po’ di forze, abbiamo concluso la nostra giornata facendo una breve passeggiata sul porto, fino a Plaça Portal de la pau.

Porto di Barcellona Spagna
Porto di Barcellona

To be continued…

Questo articolo è stato scritto da Valentina

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