Una fuga a Barcellona. Il viaggio continua…

21 maggio – terzo giorno

Sagrada Familia Barcellona Spagna
Sagrada Familia

Questa giornata è iniziata molto presto: alle 9 eravamo già in fila davanti la Sagrada Família in attesa di entrare. Superata la security e ritirata l’audioguida, abbiamo iniziato la visita dalla Facciata della Natività. La costruzione di questa Basilica – il cui nome completo è Temple Expiatori de la Sagrada Família – prese il via nel 1882 e ad oggi non si è ancora conclusa. Anche la Sagrada Família è un’opera del genio di Antoni Gaudì il quale ci lavorò per più di 40 anni, dal 1883 al 1926, anno in cui morì per un tragico incidente. Dalla sua morte si sono susseguite 5 generazioni di architetti che hanno continuato a costruire la Basilica rispettando sempre la volontà e l’idea originale del progetto gaudiniano. I lavori di costruzione, finanziati esclusivamente dai proventi dei biglietti dei visitatori, termineranno nel 2026.

Sagrada Familia Facciata della Natività Gaudì Barcellona
Sagrada Familia – Facciata della Natività

Come per tutte le altre opere di Gaudì, anche davanti la Sagrada Família non si può non rimanere a bocca aperta: è una costruzione imponente, con 8 torri – alle quali se ne aggiungeranno altre 10 – e facciate riccamente decorate. Ogni elemento di questa chiesa ha una valenza simbolica e sono molti i richiami alla natura, ad esempio le altissime colonne arborescenti della navata che ricordano dei maestosi alberi. Come spiegato dall’audioguida, queste colonne riflettono l’idea di Gaudì di progettare l’interno della chiesa ispirandosi ad un bosco che inviti all’orazione ed alla meditazione.

Sagrada Familia colonne navata Gaudì Barcellona Spagna
Sagrada Familia – colonne arborescenti

Lungo le navate laterali si aprono immense vetrate multicolore, una vera gioia per gli occhi: i fasci di luce colorata che filtrato dalle finestre sono così intensi che sembra di camminare all’interno di un arcobaleno, un vero spettacolo!

SagradaFamilia_Navata_vetrate_Gaudi_Barcellona_Spagna.jpg
Sagrada Familia – vetrate multicolore

Le opzioni di visita della Sagrada Família sono diverse, dal semplice ingresso nella chiesa senza audioguida (il più economico) alla visita completa che comprende anche la salita in ascensore su di una delle due torri. Noi abbiamo optato per quest’ultima modalità di visita, scegliendo di salire sulla Torre della Passione.

Panorama dalla Sagrada Familia Barcellona Spagna
Sagrada Familia – panorama dalla Torre della Passione
Torre della Passione Sagrada Familia Barcellona Spagna
Sagrada Familia – Torre della Passione

Appena saliti è possibile godere di un panorama privilegiato, data l’altezza di 65 metri, ma non si ha il tempo di ammirarlo con calma, vista la presenza di altri visitatori che spingono per fare foto. Dalla cima della torre inizia subito la discesa a piedi: lungo le scale vi sono delle aperture per poter sbirciare fuori (ma non sempre c’è molto da vedere) e, nell’ultima parte, la torre si conclude con una bellissima scala a chiocciola.

Scala a chiocciola Torre della Passione Sagrada Familia Barcellona
Sagrada Familia – scala a chiocciola nella Torre della Passione

Dopo circa un’ora e mezza di visita abbiamo lasciato la Sagrada Família ma con in mente già la successiva tappa: la zona monumentale di Park Güell, realizzata da Gaudì.

Lungo il tragitto per arrivare all’autobus ci siamo imbattuti nella Jamonería Enríque Tomas, un negozio specializzato in prosciutto spagnolo. Andare via da Barcellona senza aver provato il loro rinomato prosciutto sarebbe stato impensabile, quindi abbiamo deciso di prendere per pranzo dos bocadillos de jamón – ovvero due panini col prosciutto. Assicuratoci il pranzo, ci siamo diretti verso Park Güell senza ulteriori indugi.

Essendo arrivati con un’ora di anticipo rispetto alla nostra prenotazione, abbiamo dovuto attendere il nostro turno seduti sulle panchine del parco sotto al sole, un’attesa estenuante ma che alla fine è stata pienamente ripagata.

Piazza della Natura Park Guell Barcellona Gaudì
Park Guell – Piazza della Natura

È possibile accedere all’area monumentale da diversi punti; noi abbiamo deciso di entrare dalla zona più alta, la Piazza della Natura dove si trova la famosa panchina ondulata, formata da frammenti di ceramica colorata sapientemente incastrati tra loro.

Piazza della Natura con Sala Ipostilla Park Guell Barcellona
Park Guell – Piazza della Natura e Sala Ipostilla
Sala Ipostilla Park Guell Gaudì Barcellona
Park Guell – Sala Ipostilla

Da qui si scende verso i Giardini d’Austria – così chiamati per la presenza di alberi provenienti da questa nazione – e verso la Sala Ipostilla – un’area scandita dal ritmo regolare del fitto colonnato sui cui poggia un tetto formato da piccole cupole ricoperte con frammenti di ceramica. Inoltre, sulle colonne più esterne di questa sala poggia la panchina della terrazza superiore. Proprio di fronte la Sala Ipostilla si trova la Scala Monumentale con la famosa Salamandra multicolore, diventata un’icona di Barcellona.

Park Guell Salamandra Gaudì Barcellona Spagna
Park Guell – Salamandra

Abbiamo continuato il nostro giro per il parco, saltando però la Casa del Custode, i due edifici dalle forme quasi fiabesche, posti ai lati dell’ingresso principale di Park Güell. Ci siamo diretti, quindi, verso l’ultima tappa: il Portico della Lavandaia, un meraviglioso portico composto da pietra non lavorata e colonne elicoidali.

Casa del Custode Park Guell Barcellona Spagna
Park Guell – Casa del Custode
Park Guell Portico della Lavandaia Barcellona Spagna
Park Guell – Portico della Lavandaia

Lasciato Park Güell e addentando i nostri saporiti bocadillos, ci siamo incamminati verso la successiva destinazione: il Poble Espanyol.

A sud-ovest della città, sulla montagna di Montjuïc, si trova questo spazio creato in occasione dell’Esposizione Universale del 1929. Si tratta della ricostruzione di un piccolo villaggio ideale, all’interno del quale sono stati ricreati edifici ed elementi architettonici caratteristici e rappresentativi delle varie regioni della Spagna.

Poble Espanyol Piazza principale Barcellona
Poble Espanyol – Piazza principale

Dalle descrizioni e dalle recensioni ci era sembrato valesse la pena arrivare dall’altra parte di Barcellona per visitare questo posto definito come “una delle migliori attrazioni della città”, ma dopo pochi minuti ci siamo dovuti ricredere: il posto è sicuramente troppo sopravvalutato! Insieme al biglietto d’ingresso, abbiamo acquistato anche la video-guida che, forse complice la stanchezza, è stata molto noiosa (sembrava di guardare una telenovelas degli anni ’80). Di cattivo gusto anche le mega insegne appese nella piazza principale con la scritta “WC” che, nonostante ciò, non è stato facile trovare! Inoltre, la presenza di numerose botteghe di artigianato locale rendono il posto un po’ troppo commerciale, facendogli perdere l’atmosfera fuori dal tempo che in realtà dovrebbe avere.

Poble Espanyol scorcio via Barcellona Spagna
Poble Espanyol – scorcio
Poble Espanyol facciata edificio Barcellona Spagna
Poble Espanyol – dettaglio di un edificio

Il nostro viaggio a Barcellona non poteva concludersi in questo modo, dovevamo risollevare la situazione. Abbiamo deciso, perciò, di tornare in uno dei posti che più ci aveva affascinato, il Barri Gòtic. Da Plaça d’Espanya abbiamo preso la metro fino a La Rambla, sempre super affollata di turisti; da qui ci siamo inoltrati per le stradine del quartiere Gotico. Questo luogo può riservare mille sorprese: le sue vie strette e tortuose sono costellate da edifici e chiese di età medievale ai quali si affiancano negozi, locali e numerosi musei, tra i quali il Museo della Moto.

Vespa nel Museo della Moto Barcellona Spagna
Museo della Moto – Vespa

Quando convivi con un ingegnere meccanico la tua vita non solo sarà scandita da fogli di calcolo Excel ma anche da tutto ciò che può minimamente riguardare i motori ed il loro funzionamento (ancora ricordo quando, dopo pochi mesi che stavamo insieme, cercò di spiegarmi e di farmi riconoscere la differenza tra il rumore di un motore a benzina rispetto a quello diesel). Nonostante avessimo deciso di non visitare alcun museo, siamo entrati in quello della Moto, un’area di 600 mq dove sono esposte, in ordine cronologico, moto di diverse epoche, dai primi del ‘900 fino a modelli più moderni. Una visita breve ma piacevole anche per chi, come me, non è proprio appassionato di motori.

Usciti dal museo abbiamo continuato a girovagare per Barri Gòtic, lasciandoci trasportare dall’allegria e dalla musica degli artisti di strada sparsi per il quartiere.

Duck Store a Barcellona Spagna
Barri Gotic – Duck Store

La cena al Bormuth è stata la giusta conclusione per questa giornata. Un locale di tapas nella zona de El Born, molto curato ma soprattutto molto buono – la sepía a la plancha era squisita – e con un servizio veloce, nonostante fosse pieno, e personale cortese e disponibile.

Tinto de Verano Bormuth Barcellona Spagna
Bormuth – Tinto de Verano

22 maggio – si torna a casa

Arc de Triomf Barcellona Spagna
Arc de Triomf

Con la tristezza di chi finisce un viaggio, di prima mattina ci siamo diretti a piedi fino a Plaça de Catalunya per prendere l’Aerobús, il servizio di bus che collega il centro della città con l’aeroporto.

Questi due giorni e mezzo sono stati molto intensi e pieni di emozioni ma, come tutte le cose belle, sono passati troppo in fretta e, quasi senza accorgercene, ci siamo ritrovati seduti sul volo di ritorno per Torino. Ora che siamo di nuovo immersi nella solita routine, non ci resta altro che pazientare ed attendere la prossima fuga!

Ritorno a Torino da Barcellona Spagna
Vista di Torino dall’aereo

 

Questo articolo è stato scritto da Valentina

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