Una vacanza in Sicilia tra mare, storia e buon cibo

Vi avverto: leggere questo articolo vi potrà causare momenti di profonda malinconia poiché, almeno che non siate tra quelli che partono ad ottobre, vi farà ripensare all’estate e alle vostre vacanze, ormai così lontane.

Sì, perché le ferie estive, quelle tanto attese e tanto agognate, sono arrivate ma sono anche volate via.  Di quei giorni ci rimangono ricordi – belli o meno – e tante, tantissime foto, neanche fossimo dei giapponesi con un tic al dito.

Quindi, se non siete in vena di immagini con cieli azzurri e mari cristallini, non leggete questo racconto e passate ad altro.

Quest’anno io e Alessandro – per chi si fosse perso qualche articolo, Alessandro è il mio ragazzo, 30% essere umano, 70% ingegnere – abbiamo deciso di esplorare la Sicilia orientale.

1700 km, questa è stata la distanza percorsa durante il nostro viaggio di 9 giorni. Pochi? Tanti? Ancora dobbiamo capirlo.

9 agosto – giorno 1

Ore 5 del mattino. Il nostro viaggio ha avuto inizio dopo solo 2 ore di sonno – io sono quella della valigia preparata all’ultimo minuto – taxi fino a Termini (cascasse il mondo ma ad agosto noi passiamo sempre qualche giorno a Roma, la nostra città) e da lì pullman per Fiumicino dove ci siamo imbarcati per Catania. Atterrati in perfetto orario, abbiamo ritirato la vettura presa a noleggio, penando un po’ per la lunga attesa e inorridendo davanti alla macchina che ci era capitata, di cui non dirò il nome del brand, ma sappiate che esteticamente era veramente brutta!

Il nostro “campo base” è stata una villetta a Misterbianco, zona poco fuori Catania. Abituata all’accoglienza del Sud, non mi sono meravigliata quando i proprietari di casa, una coppia di anziani signori un po’ alla buona, ci hanno accolto calorosamente, mettendo a nostra disposizione della frutta fresca, olio e aceto fatti in casa e una buona bottiglia di Nero d’Avola.

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Un ulivo nel giardino della villetta

Abbiamo passato il primo giorno a sistemare i bagagli, fare un po’ di spesa, ammirare l’Etna che si ergeva imponente su di noi e a capire cosa fare e dove andare nei giorni successivi. Stanchi per il viaggio, e soprattutto per le poche ore di sonno, ci siamo addormentati prestissimo.

10 agosto – giorno 2

Primo giorno di mare! In vacanza è vietato mettere la sveglia, se non in casi di estrema necessità, quindi, dopo esserci alzati con molta calma e aver dato di nuovo una veloce occhiata alle possibili opzioni per la giornata, ci siamo diretti verso la spiaggia di Torre Pozzillo vicino ad Acireale (a nord-est di Catania). Le immagini di questa spiaggia viste su internet promettevano bene: una piccola spiaggia sabbiosa, acque cristalline e un’antica torretta di guardia eretta sulla punta del litorale. Un luogo sicuramente bellissimo ma impossibile da trovare. Una spiaggia fantasma, che neanche le persone del luogo conoscevano. Senza pensarci troppo, ci siamo rimessi in macchina ed abbiamo proseguito verso Fiumefreddo, fermandoci in una spiaggia libera su Lungomare Cottone. Un posto tranquillo e poco affollato, con possibilità di lasciare l’auto in un parcheggio, pagando 3 euro per tutto il giorno.

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Spiaggia di Lungomare Cottone

Si tratta di una spiaggia molto grande formata da ciottoli chiari che rendono un po’ difficoltoso l’accesso in acqua ma, con un paio di scarpette, si risolve il problema. Il mare, anche per la presenza del fondale sassoso, è molto limpido ma quel giorno era un po’ freddo. Tra vari bagni e un po’ di sole, siamo rimasti in spiaggia fino alle 18 passate.

Serata a Catania. Posto nuovo, lontano dal tuo solito ambiente, voglia di esplorare, conoscere, provare. Ma ecco che arriva la fatidica domanda: dove mangiamo? Affidandoci alle recensioni degli utenti di Tripadvisor, scegliamo la Trattoria da Nuccio, un ristorante nascosto in un piccolo vicolo nel centro di Catania. Alle 22:30 il locale era strapieno – allora se c’è tanta gente forse è vero che si mangia bene – e il cameriere ci ha fatto capire che non c’era speranza di sedersi prima di quaranta minuti. Aspettare o non aspettare? Domanda alla quale, in questi casi, nessuno sa dare una risposta, anche perché, come è noto, si ragiona meglio a stomaco pieno. Con un po’ di delusione, abbiamo iniziato a vagare per le vie del centro in cerca di un altro ristorante. Ci siamo imbattuti così nella trattoria La pentolaccia. I tavoli esterni erano stati sistemati in una graziosissima piazzetta alle spalle del locale, riservata e silenziosa.

Ristorante-Trattoria La pentolaccia-Catania-Sicilia
Trattoria La pentolaccia – piazzetta retrostante

Abbiamo cenato a base di pesce, ordinando antipasto misto siciliano con verdure grigliate e in pastella, caponata e mini arancine; calamari alla griglia e contorno di insalata siciliana, ovvero un piatto di pomodori con cipolla rossa, ricoperti da una spolverata di ricotta salata. Mangiare calamari congelati e non freschi in una città di mare è un vero crimine, quasi come gli spaghetti alla bolognese o la carbonara con la pancetta. Forse avremmo fatto bene ad aspettare quei quaranta minuti ma, come già detto, si ragiona meglio con la pancia piena e questa ne è la prova.

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Ristorante La pentolaccia – antipasto misto siciliano

Per riprenderci dalla cena, abbiamo fatto un breve giro per il centro di Catania, percorrendo via Etnea fino ad arrivare alla piazza con la Cattedrale di sant’Agata e la Fontana dell’elefante.

Cattedrale di Sant'Agata-Catania-Sicilia
Catania – Cattedrale di Sant’Agata

11 agosto – giorno 3

Anche se decidi di non puntare la sveglia ci sarà sempre qualcuno a svegliarti e, nel nostro caso, è stato uno dei due galli che, insieme a due tartarughe, popolavano il giardino intorno alla villetta.

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I nostri amici galli

Pronti per un’altra giornata di mare, ci siamo diretti verso l’Isola delle correnti (117 km da Catania), il punto più a sud della Sicilia (ma forse il più a sud è Lampedusa) dove si incontrano – o ancor meglio si scontrano – lo Jonio e il Mediterraneo. Questa piccola isola è collegata alla spiaggia di Portopalo di Capo Passero tramite una striscia di terra e pietra che, a seconda della marea, rende il suo essere isola all’essere penisola.

Isola delle Correnti-Portopalo di Capo Passero-Siracusa-Sicilia-Italia
Isola delle Correnti
Faro-Isola delle Correnti-Portopalo di Capo Passero-Siracusa-Sicilia-Italia
Isola delle Correnti – postazione militare e faro

Guardiano di questo stupendo posto è un faro, ormai in stato di abbandono, che spicca all’interno di un’antica postazione militare, circondata dalla vegetazione della macchia mediterranea.

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Spiaggia di Portopalo di Capo Passero

Un luogo meraviglioso, dove il mare crea delle fantastiche increspature dovute alle correnti dei due mari e al forte vento – c’era da immaginarselo visto il nome dell’isola – che, però, era veramente insopportabile. Impensabile riuscire a rimanere lì tutto il giorno, quindi a malincuore, dopo circa un’ora, abbiamo deciso di andare via.

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Il forte vento sulla spiaggia di Portopalo di Capo Passero

Ci siamo diretti verso la spiaggia di Fontane Bianche. Una vera delusione. Spiaggia piccola e affollatissima (siamo riusciti a stendere un solo telo), mare decisamente sporco. Accanto a questo lembo di spiaggia libera ma attrezzata – si potevano affittare ombrelloni, lettini, pedalò, canoe ed inoltre era presente un piccolo bar e un bagno chimico – c’erano diversi lidi ma, essendo arrivati tardi, non avevamo voglia di pagare un ingresso e rischiare di finire tra le ultime file di ombrelloni.

Spiaggia-mare-Fontane Bianche-Siracusa-Sicilia
Spiaggia di Fontane Bianche

Una giornata impegnativa, soprattutto per la distanza percorsa. Per tutte le ore passate in macchina Ale è riuscito ad ottenere l’ambitissima abbronzatura da camionista, quella che ti ustiona il braccio sinistro, lasciandoti il segno della maglietta!

Abbiamo trascorso la sera a casa, senza avventurarci in altri “lidi” sconosciuti.

12 agosto – giorno 4

Nuovo giorno, nuova meta ma questa volta niente spiagge e mare, la nostra destinazione era Agrigento. Abbiamo affrontato tanti chilometri in macchina – ben 163 – per vedere la Valle dei Templi ma soprattutto per rivedere una mia cara amica, nonché ex coinquilina, nonché neo scrittrice, Alfonsa.

Percorremmo questa stessa strada 3 anni fa, in occasione del suo matrimonio, ed era da allora che non ci vedevamo. Già nel 2013 la situazione viabilità non fu delle migliori e a distanza di 3 anni non era migliorata molto. Usciti dall’autostrada a Caltanissetta è iniziato il calvario, una strada piena di interruzioni per i lavori in corso. Armati di tanta pazienza, siamo arrivati ad Agrigento intorno alle 13:30. Prima di entrare nella Valle dei Templi, ci siamo fermati per un pranzo veloce ma molto buono nella Trattoria dei Templi, lungo la strada panoramica che conduce ad una delle biglietterie del parco archeologico. Ci siamo lasciati tentare dal menù del giorno, ordinando tortino di pesce spada, polpo alla griglia e contorni di verdure. Tutto squisito. Sazi e soddisfatti, ci siamo incamminati verso la Valle dei Templi, lasciando la macchina parcheggiata davanti al ristorante – abbiamo preferito fare una breve passeggiata digestiva piuttosto che doverci rimettere in macchina per fare pochi metri.

Strada Panoramica-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia-Italia
Via Panoramica Valle dei Templi

Il percorso all’interno della Valle dei Templi dura circa 2 ore ed è possibile farsi accompagnare da una delle guide turistiche private che si trovano appostate all’entrata come avvoltoi!

Ingresso-Valle dei Templi-Parco Archeologico-Agrigento-Sicilia
Valle dei Templi – ingresso orientale

La Valle dei Templi, dichiarata patrimonio dell’umanità nel 1997, è il più grande parco archeologico del mondo, con i suoi 1300 ettari di estensione; qui sono ancora visibili templi dorici, agorà e necropoli pagane e cristiane. Immerso in un paesaggio agricolo di eccezionale bellezza, con ulivi centenari e mandorli, il parco conserva, infatti, i resti dell’antica città di Akragas, una delle più importanti colonie greche della Sicilia, fondata nel 582 a.C. e nucleo originario della città di Agrigento.

Tempio di Giunone-colonne-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Tempio di Giunone – colonne

Superata la security e la biglietteria, abbiamo iniziato il nostro tour partendo dal punto più alto della collina (l’antica città era stata fondata su un altopiano) dove si trova il Tempio di Hera Lacinia o Tempio di Giunone, eretto nel 460 a.C. Alzare gli occhi e vedere apparire, a poco a poco, questo tempio è stato veramente emozionante. Sono abituata a vedere dei resti archeologici, la mia Roma ne è piena, ma vedere un tempio greco fa sempre il suo effetto, soprattutto se non ne ammiri uno dal lontano 2000, anno della gita scolastica in Grecia. Dopo aver letto la didascalie con la storia e la struttura del tempio (le attuali colonne rimaste in piedi furono rialzate nel Settecento), siamo saliti su alcuni massi posti proprio di fronte al tempio per osservarlo in tutto il suo splendore e per scattare qualche foto.

Tempio di Giunone-Tempio di Hera Lacinia-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Tempio di Giunone o Hera Lacinia

Abbiamo proseguito il giro, fermandoci davanti agli arcosoli – tombe bizantini dette anche sub divo ossia “sotto gli occhi di Dio”, per indicare le tombe non sotterranee – e soffermandoci ad ammirare il panorama che si intravedeva dai resti dei muri di fortificazione dell’antica città.

Ulivi-Tempio di Giunone-Parco Archeologico-Agrigento-Sicilia
Resti delle mura di fortificazione
Panorama-Mura di Fortificazione-Resti archeologici-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Panorama che si intravede dai resti delle mura

Camminando sotto al sole – per fortuna la giornata era abbastanza ventilata – siamo arrivati fino al Tempio della Concordia. È così imponente che ci siamo fermati un po’ distanti, sotto l’ombra di un ulivo, per poterlo osservare da lontano. È il meglio conservato dei templi agrigentini, eretto tra il 440 e il 430 a.C., e deve il suo buon stato di conservazione alla trasformazione in basilica cristiana nel VI secolo, rimasta in funzione fino al 1790.

Tempio della Concordia-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Tempio della Concordia
Tempio della Concordia_Parco Archeologico_Valle dei Templi-Agrigento-Italia
Tempio della Concordia

Al lato del tempio è stata posizionata la statua raffigurante Icaro caduto dell’artista Igor Mitoraj. Mentre aspettavo che Alessandro mi raggiungesse, mi sono goduta una scenetta molto divertente: un gruppetto di visitatrici, non più tanto giovani, era rimasto attratto dalla statua e soprattutto dai suoi attributi in bella vista. Come delle adolescenti in preda agli ormoni, ridacchiavano e si scattavano foto vicino ai suoi gioielli… povero Icaro!

Statua-Icaro Caduto-Igor Mitoraj-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Igor Mitoraj, Icaro Caduto – Tempio della Concordia

Abbiamo ripreso a camminare fino alla necropoli paleocristiana e bizantina, detta Grotta Fragapane, in uso tra il IV e il VI secolo. Un corridoio laterale porta alle catacombe ma solo una parte è visibile al pubblico; noi siamo riusciti a scattare qualche foto attraverso le inferiate.

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Grotta Fragapane – necropoli

La stanchezza iniziava a farsi sentire, soprattutto per il caldo, quindi abbiamo accelerato un po’ il passo e ci siamo diretti verso il Tempio di Eracle, risalente alla fine del VI a.C., del quale sono visibili solo otto colonne rialzate agli inizi del Novecento.

Tempio di Eracle-Valle dei Templi-Parco archeologico-Sicilia
Tempio di Eracle

Attraversato il piazzale dei Templi, ci siamo avviati verso la parte più bassa della valle chiamata Campo dell’Olympeion, dove si trovano i resti del Tempio di Zeus (IV a.C.).

Tempio di Zeus-Resti archeologici-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Alcuni resti del Tempio di Zeus

Di questo tempio rimane ben poco, sono ancora visibili i telamoni, figure gigantesche, che in origine erano posti accanto alle colonne a sostenere l’architrave.

Telamone-Resti archeologici-Valle dei Templi-Sicilia-Italia
Telamone
Telamone-Parco Archeologico-Valle dei Templi-Agrigento-Sicilia
Telamone

Siamo giunti così alla fine del nostro tour nella Valle dei Templi, un luogo suggestivo e semplicemente meraviglioso!

La nostra giornata però non finiva qui, avevamo un appuntamento con la mia cara amica Alfonsa. Abbiamo raggiunto lei e il marito Antonio nella loro casa ad Aragona, un paese a pochi chilometri da Agrigento. Rivedere una vecchia amica è sempre una grande gioia soprattutto se sono passati così tanti anni.

Panorama-Agrigento-Valle dei Templi-Sicilia
Agrigento e la Valle dei Templi

Dopo un po’ di chiacchiere e diversi bicchieri d’acqua, Alfonsa ci ha proposto una passeggiata nel centro di Agrigento in attesa di andare a Favara per la cena. Mi aveva detto che ci avrebbe portato in posto particolare e poco convenzionale. Si tratta della Farm Cultural Park, un centro culturale indipendente, dove l’arte contemporanea si fonde con il tessuto urbano di Favara.

Farm Cultural Park-Favara-Agrigento-Sicilia
Farm Cultural Park – ingresso

Inaugurato nel 2010, la Farm Cultural Park sorge nei pressi del centro storico di Favara, all’interno del  Cortile Bentivegna, un aggregato a sua volta costituito da sette piccoli cortili che ospitano palazzi di matrice araba. È un vero e proprio museo a cielo aperto dove vengono allestite mostre pittoriche temporanee e installazioni permanenti di arte contemporanea (sono presenti anche residenze per artisti). Le stradine sono disseminate di ristoranti, negozi e locali, completamente circondati da installazioni di arte contemporanea.

Farm Cultural Park-Installazioni-Arte contemporanea-Favara-Sicilia
Installazione appese tra i palazzi

I miei amici avevano prenotato da Basta, un ristorante senza troppe pretese ma dove si mangia benissimo! Antipasto di fritti misti – con le mitiche panelle – due primi di pesce e grigliata di spada e polipo per tutti. Come ogni cena che si rispetti non poteva di certo mancare il dolce e, stando in Sicilia, non poteva che essere il cannolo!

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Ristorante Basta – antipasto misto di fritti

Mentre noi cenavamo – siamo arrivati abbastanza presto – la Farm iniziava a popolarsi: i locali si erano riempiti e in uno spiazzo poco distante da noi un folto gruppetto di persone aveva iniziato a ballare con un sottofondo musicale d’altri tempi.

Murales-Arte contemporanea-Favara-Sicilia
Installazione di arte contemporanea

Tra le varie installazioni sparse per tutto il centro culturale ne ho trovata una molto divertente inserita nel bagno motivazionale. Sulla porta d’ingresso si legge “Stay hungry, stay foolish” ma il senso di questa frase si comprende solo una volta dentro: di fronte al water viene proiettato tutto il celebre discorso che Jobs tenne davanti ai neolaureati della Stanford University. Io l’ho trovato veramente geniale e spassoso, purtroppo però non sono riuscita a fotografarlo.

La nostra giornata era arrivata al termine e, dopo i vari saluti e la speranza di rivederci presto, abbiamo lasciato i nostri amici e ci siamo rimessi in macchina per tornare verso Catania, ci aspettava ancora un lungo viaggio prima di arrivare a “casa”.

13 agosto – giorno 5

Un sabato da dimenticare! Avevamo deciso di andare ad Aci Trezza che, come ci era stato consigliato e leggendo anche diverse recensioni, sembrava essere un posto molto bello. Sicuramente lo è durante la bassa stagione ma non il 13 agosto. Frazione del comune di Aci Castello, Aci Trezza è famosa per il suo mare cristallino e per il paesaggio affascinante, con otto faraglioni che dominano il mare – ma viene ricordata anche per i Malavoglia di Verga.

Notando un po’ di confusione nei parcheggi, abbiamo deciso di superare Aci Trezza per cercare di fermarci poco più avanti. Abbiamo lasciato la macchina nella zona di Capo Mulini, sperando di trovare qualche posto un po’ tranquillo dove “spiaggiarci”. È iniziata così la nostra disavventura. Ci siamo subito resi conto che davanti a noi c’erano scogli, solo scogli, nient’altro che scogli. Poco male se ci fosse stato almeno posto! Abbiamo camminato lungo la costa alla disperata ricerca di un punto dove poterci fermare ma nulla, continuavamo a dirci “dai proseguiamo ancora un po’”. E così, sotto il sole cocente di agosto, abbiamo passeggiato – se così si può dire – per ben 3 chilometri! Lungo il tragitto, ogni tanto, vedevamo delle piccole strutture in legno costruite sugli scogli dove era possibile fermarsi e che, a volte, rendevano anche più facile l’accesso in acqua, ma, vista l’ora e visto l’afflusso di gente, erano già tutte piene. Da Capo Mulini siamo praticamente ritornati ad Aci Trezza. Devo ammettere che non amo particolarmente gli scogli e intorno a noi, invece, vedevo solo quelli! Ero molto scoraggiata e iniziavo a patire il sole che picchiava forte sulle nostre teste.

Aci Trezza-Scogli-Mare-Sicilia
Aci Trezza

Dopo lunghe indecisioni, ci siamo seduti vicino ad un pontile. Non c’era nulla di quello che mi aspettavo, niente mare cristallino, niente paesaggio mozzafiato, solo cattivo odore e piccioni che cercavano di avvicinarsi al nostro cibo – ma abbiamo messo subito in chiaro chi è che comandava!

È in questi momenti che capisco quanto Alessandro mi ami e quanto mi sopporti. Se fosse stato per lui, dopo tutta quella sfacchinata, sarebbe rimasto lì invece, percependo il mio malcontento – non è che facessi molto per nasconderlo – mi ha proposto di andar via e cercare un’altra spiaggia. Non me lo sono fatto ripetere due volte.

Lungomare Cottone-spiaggia-Fiumefreddo-Sicilia
Spiaggia di Lungomare Cottone

Per non perdere altro tempo, abbiamo deciso di andare in un posto che già conoscevamo e dove eravamo sicuri che avremmo trovato tranquillità: la spiaggia di Lungomare Cottone, dove eravamo stati il secondo giorno. Quando siamo arrivati si era un po’ annuvolato ma finalmente potevamo farci un bagno e distenderci sui nostri teli in totale relax! Siamo rimasti in spiaggia fino a tardi e, essendo un po’ stanchi, la sera siamo rimasti in casa.

To be continued…

Questo articolo è stato scritto da Valentina

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