Archeologia, storia e natura: l’Appia Antica in bicicletta

Per conoscere Roma non basta una vita.

Prima di trasferirmi a Torino, ho vissuto nella mia città natale per quasi trent’anni, girando in lungo e in largo. Nonostante ciò lei, Roma, riesce sempre a sorprendermi. E questa volta lo ha fatto con una delle sue più famose strade consolari: l’Appia Antica.

In passato avevo già percorso questa antica strada ma non ero mai andata oltre il tratto iniziale praticabile in macchina.

Così, approfittando di una calda giornata di inizio novembre, ho organizzato, insieme ad Alessandro e alla mia omonima amica Valentina, una passeggiata culturale lungo l’Appia Antica, un viaggio nella passato alla scoperta del suburbio di Roma antica.

La Via Appia Antica fu tra le più importanti grandi strade costruite da Roma. Chiamata “Regina Viarum” (regina delle strade), fu realizzata nel 312 a.C. per volere del console Appio Claudio, da cui prese il nome, al fine di collegare Roma con Capua. Opera di grande ingegneria, l’Appia Antica si originava dalla Porta Capena delle Mura Severiane (presso Circo Massimo); attualmente, però, inizia da Porta San Sebastiano, antico ingresso delle Mura Aureliane. Nel corso degli anni fu più volte prolungata fino a raggiungere, nel II secolo a.C., Brindisi, porta verso l’oriente.

Dopo secoli di degrado e abbandono, nel 1988 venne istituito il Parco dell’Appia Antica che si estende per  3.500 ettari, lungo un asse di 16 km.

E’ possibile percorrere questa strada non solo a piedi ma anche in bicicletta, portando la propria o, come abbiamo fatto noi, affittandola in loco tramite il sito del Centro Servizi Appia Antica.

In sella alle nostre bici – nonostante fossero noleggiate erano in perfette condizioni e soprattutto provviste di cambio, essenziale visti i dislivelli romani – abbiamo iniziato il tour attraverso le undici miglia dell’antica strada (noi siamo arrivati solo fino al VII). Il percorso è abbastanza semplice, anche se la pavimentazione non sempre aiuta i ciclisti: a parti sterrate si alternano sanpietrini – tipica pavimentazione stradale presente a Roma – e numerosi tratti su basolato romano – il più scomodo e pericoloso per le due ruote. Seguendo il percorso consigliatoci dalla ragazza del Centro Servizi, ci siamo diretti verso le Catacombe di San Callisto, per evitare un tratto molto trafficato della via Appia. Ritornati sul rettilineo della “Regina viarium” la nostra prima tappa è stata la basilica di S. Sebastiano, costruita agli inizi del IV secolo ma rifatta nel XVII. Dopo una veloce sbirciata all’interno della chiesa abbiamo proseguito la nostra pedalata.

Basilica di San Sebastiano-navata-soffitto ligneo-Roma-Via Appia Antica-Archeolohgia
Basilica di San Sebastiano – interno

La via Appia è costellata ai suoi lati da molteplici resti archeologici: torri, sepolcri, lapidi, iscrizioni e molto altro ancora. Percorrere questa strada a piedi è sicuramente il modo migliore per osservare ogni singolo reperto. In bicicletta l’attenzione è soprattutto rivolta alla strada, non si ha il tempo di guardarsi intorno ma senza dubbio si può godere di un percorso di indiscutibile fascino!

Villa di Massenzio-resti archeologici-Via Appia Antica-Roma
Villa di Massenzio

La residenza imperiale di Massenzio è il primo grande complesso in cui ci siamo imbattuti. Si trova verso la fine del II miglio e già dalla strada si intravedono le rovine. Sono ancora visibili i resti del Circo, della Villa imperiale e della Tomba di Romolo (che prende nome dal figlio dell’imperatore che vi fu sepolto nel 312 d.C.), quest’ultima ben conservata.

Tomba di Romolo-Villa di Massenzio-Parco dell'Appia Antica-Roma
Tomba di Romolo – esterno

Usciti dalla Villa di Massenzio, dopo una breve ma intensa salita si giunge al III miglio e alla Tomba di Cecilia Metella, eretta intorno al 50 a.C. per la figlia di Q. Cecilio Metello Cretico, moglie di Marco Grasso (figlio del famoso triunviro Grasso). L’originale struttura cilindrica del mausoleo è sormontata da una sopraelevazione medievale con merli ghibellini. Durante il medioevo, la tomba fu trasformata in torre e inserita in un quadrilatero fortificato ed in seguito, all’inizio del XIV secolo, fu compresa nel Castello dei Caetani.

Tomba di Cecilia Metella-Mausoleo-Antica Roma-Via Appia Antica-Italia
Tomba di Cecilia Metella

L’ingresso nella Tomba di Cecilia Metella è a pagamento e, vista la lunga fila, il nostro interesse si è subito spostato verso i resti della chiesa di S. Nicola, raro esempio di gotico cistercense a Roma, che si trovano sul lato opposto della strada.

Chiesa di San Nicola-Parco dell'Appia Antica-Gotico cistercense-Roma
Chiesa di San Nicola

Siamo risaliti in sella alle nostre bici ma solo per pochi metri: dopo un breve tragitto ci siamo fermati per vedere Capo di Bove. Qui gli scavi archeologici hanno riportato alla luce un impianto termale datato alla metà del II secolo d.C., rimasto in uso fino al IV secolo. In alcuni punti sono ancora visibili i resti della pavimentazione a mosaico con disegno geometrico bianco e nero. L’area di Capo di Bove oggi ospita anche l’archivio di Antonio Cederna con fotografie che illustrano la storia recente dell’Appia relativa alle sue vicende per la salvaguardia.

Capo di Bove-Resti terme romane-mosaico pavimentale-Appia Antica-Roma
Capo di Bove – resti delle terme

Oltrepassato Capo di Bove la strada diventa completamente pedonale, si può passeggiare tranquillamente stando però sempre attenti ai tratti in basolato. Passando sotto l’ombra di pini e cipressi, si costeggiano numerosi resti archeologici prima di arrivare alla Villa dei Quintili e al suo Ninfeo situati al V miglio. I resti della villa si scorgono solo in lontananza quindi, per avere una visuale migliore, ci siamo arrampicati su una montagnola, che poi abbiamo scoperto essere una dei cosiddetti Tumuli degli Orazi. Il Ninfeo dei Quintili, invece, si trova a ridosso della strada: si tratta di un grande emiciclo con una nicchia sul fondo e un bacino sul davanti.

Villa dei Quintili-Archeologia-Parco dell'Appia Antica-Roma
Selfie con la Villa dei Quintili
Ninfeo dei Quintili-Via Appia Antica-Parco archeologico-Roma
Ninfeo dei Quintili

Dopo un fugace pranzo al sacco seduti sul prato alle spalle dei Tumuli degli Orazi, abbiamo proseguito ancora fino ai resti dell’acquedotto che portava l’acqua alla Villa dei Quintili ma che, purtroppo, si intravedono solo da lontano.

Natura-Paesaggio-Parco dell'Appia Antica-Roma
Natura intorno al Parco dell’Appia antica

Oltrepassato il VII miglio – dopo circa 9 km – abbiamo deciso di non proseguire oltre ma di tornare indietro.

Appia Antica-Resti archeologici-Antica Roma-Archeologia-Storia
Via Appia Antico – VII miglio

Pedalando con calma abbiamo rifatto il percorso a ritroso, con il sole che ormai stava iniziando lentamente a tramontare alle nostre spalle.

Biciclette-Parco dell'Appia Antica-Roma-Italia
Bellezze in bicicletta!

Questo articolo è stato scritto da Valentina


Parco dell’Appia Antica – Via Appia Antica, 42, 00178 Roma

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