Villa d’Este e la Mensa Ponderaria di Tivoli: un Ferragosto coolturale

Ferragosto in spiaggia? No, grazie. Quest’anno, dopo molto tempo, ho finalmente trascorso il 15 di agosto lontano dal sole, dagli ombrelloni e dalla salsedine (mi piace il mare ma abbiamo un rapporto un po’ complicato).

Ma cosa fare il giorno di Ferragosto a Roma, in una città praticamente deserta e con temperature torride? Bè, nella città eterna si trova sempre qualcosa da fare ma noi – io e Alessandro – abbiamo deciso di fare una gita fuori porta e visitare Villa d’Este di Tivoli.

Per chi non la conoscesse, Villa d’Este è uno dei simboli del Rinascimento italiano, gioiello architettonico e scenografico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

Villa d'Este-Chiesa di Santa Maria Maggiore-Ingresso-Piazza Trento-Tivoli-Roma
Ingresso di Villa d’Este e chiesa di Santa Maria Maggiore

Per poter visitare Villa d’Este è obbligatoria la prenotazione, o per lo meno questo è quello che ci è sembrato di capire dal sito ufficiale. Nonostante la pagina web sia molto vecchia, è stato possibile acquistare online i biglietti. Proprio in fase di prenotazione abbiamo scoperto la possibilità di visitare, senza costi aggiuntivi, anche la Mensa Ponderaria, sito archeologico nel centro di Tivoli, riaperto al pubblico il 29 luglio di quest’anno.

Villa d'Este-Villa Rinascimentale-targa-Tivoli
Villa d’Este – esterno

Durante il periodo estivo, Villa d’Este effettua aperture serali nei weekend o, come nel nostro caso, nel giorno di Ferragosto. Viste le temperature caldissime di questo 2017, la decisione di prenotare per il tardo pomeriggio ci è sembrata una scelta assennata. Inoltre, visitare la villa dopo il tramonto è un’esperienza straordinaria.

Dopo un ricco pranzo in famiglia, tra nipoti, genitori e cani, ci siamo diretti in macchina verso Tivoli, cittadina a pochi chilometri da Roma.

Con gran sorpresa, al nostro arrivo abbiamo scoperto che la visita alla Mensa Ponderaria era guidata. Dalla biglietteria di Villa d’Este la guida ci ha condotti verso il sito archeologico, facendoci passare tra le strade del centro storico di Tivoli, dove sono ancora visibili, inglobati negli edifici, molti reperti antichi.

Centro storico-Tivoli-arco-Roma-Italia
Veduta di una stradina nel centro di Tivoli

Come ci spiega la guida, la Mensa Ponderaria era il simbolo dell’antica vita commerciale tiburtina. Sorgeva nel cuore della città nei pressi del Foro e della Basilica romana. Oggi è situata vicino l’ingresso della Cattedrale di San Lorenzo, attaccata all’antico lavatoio pubblico (sull’ingresso del lavatoio è presente una scritta con la quale si vietava l’ingresso agli uomini… solita fortuna di noi donne!). La Mensa Ponderaria era il luogo della “pesa pubblica”, l’ufficio di controllo delle misure di capacità e di peso che garantiva la regolarità della compravendita delle quantità commerciabili. Il sito, di età augustea, è stato rinvenuto casualmente nel 1883 durante i lavori di ristrutturazione di una cantina.

Mensa Ponderaria-Tivoli-Frammenti di colonne-Fregi-Sito archeologico-Roma
Frammenti di colonne e fregi

La Mensa Ponderaria è un luogo molto suggestivo: una volta all’interno, si ha la sensazione di essere entrati in una camera segreta, dove il tempo e la storia si sono fermati.

Mensae-tavole per misure-Mensa Ponderaria-Tivoli-Roma-Archeologia
Tavole per misure

Marmi, frammenti di colonne, fregi, bassorilievi e poi loro, le due tavole per misure (mensae) provviste di cavità concave per i pesi ufficiali di riferimento. Come si deduce da un’iscrizione, artefice dell’allestimento è il liberto Marco Vareno Difilo, magister della corporazione degli Herculanei (Ercole era il protettore dei commerci). Lo stesso facoltoso personaggio fece erigere, in un secondo ambiente contiguo, l’Augusteum (luogo dedicato al culto dell’imperatore Augusto), dove furono rinvenuti i frammenti di una statua seduta raffigurante un imperatore.

Augusteum-Mensa Ponderaria-Statua imperatore-Tivoli-Roma
Augusteum

Finita la visita, durata circa un’ora, abbiamo ripercorso, senza guida, la strada a ritroso per ritornare a Villa d’Este.

Qualche notizia storica su questa meravigliosa villa rinascimentale. Villa d’Este fu fatta erigere dal cardinale Ippolito II d’Este – figlio di Lucrezia Borgia nonché nipote di papa Alessandro VI Borgia – a partire dal 1550, anno in cui divenne Governatore di Tivoli. Il Palazzo del Governo dove avrebbe dovuto risiedere era stato allestito nel convento di S. Maria Maggiore ma il cardinale non lo ritenne all’altezza del suo rango.

Chiesa di Santa Maria Maggiore-Facciata-Tivoli-Villa d'Este-Italia
Facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore

Una volta a Tivoli, quindi, decise di realizzare una villa – costruendo nella “Valle Gaudente” e inglobando il monastero di S. Maria Maggiore – che potesse mostrare il suo prestigio, la sua ricchezza e la sua cultura, con ambienti adatti ad ospitare in tutto e per tutto una corte principesca. Il geniale programma architettonico e iconologico della Villa fu ideato dal pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio e venne realizzato dall’architetto di corte ferrarese Alberto Galvani. Un progetto ambizioso i cui lavori si protrassero per lungo tempo tanto che, alla morte del cardinale (1572), la sistemazione non era ancora completata.

Il cardinale voleva, con questa residenza, far rivivere i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fointanebleau; intento che gli riuscì pienamente! Entrando a Villa d’Este, si notano subito la bellezza e la ricchezza di questa dimora rinascimentale.

Salone-Villa d'Este-villa rinascimentale-Tivoli-Roma-Italia
Vista del Salone dal terrazzo

Le sale del palazzo vennero decorate dai protagonisti del tardo manierismo come Federico Zuccari, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta.

L’attuale ingresso, in piazza Trento, conduce al cortile con porticato – ex chiostro della chiesa di S. Maria Maggiore – dove, addossato alla parete confinante con la chiesa, si trova la Fontana di Venere, la prima che si incontra durante questo straordinario percorso.

Fontana di Venere-Villa d'Este-Cortile-Tivoli
Fontana di Venere

Da qui si accede al primo piano che, assieme al piano terreno, è la zona più importante della villa (esiste un terzo piano ma non venne decorato).

Le stanze del primo piano erano, infatti, gli appartamenti privati del cardinale Ippolito II d’Este e della sua famiglia mentre al piano inferiore si trovavano le stanze di rappresentanza.

Percorrendo questi ambienti non si può non rimanere estasiati dalla bellezza delle decorazioni: grottesche, fregi, riquadri geometrici, figure femminili, scene mitologiche; un’immersione totale nel fasto rinascimentale.

Cappella privata-Villa d'Este-Tivoli-Appartamenti privati
Vista della cappella privata del cardinale Ippolito II d’Este

Siamo passati da una sala all’altra sempre con il naso all’insù; avrei voluto sdraiarmi sul pavimento per riuscire a godere a pieno degli spettacolari affreschi ma credo che il personale di sala non mi avrebbe vista di buon occhio!

Affresco-Rinascimento-Villa d'Este-Tivoli-Appartamento del Cardinale
Affresco di una delle sale dell’Appartamento del Cardinale

Dal Salone centrale si accede ad una piccola terrazza che affaccia sul Vialone sottostante e sul giardino e dalla quale si può ammirare la campagna romana.

Vialone-Villa d'Este-Tivoli-Terrazza
Vista del Vialone e del paesaggio dalla terrazza del primo piano

Scendendo al pian terreno si arriva nel corridoio della “Manica Lunga” dove, sul lato destro, si aprono le porte delle stanze. Il corridoio è molto lungo – veniva utilizzato dal cardinale e dalla sua corte per passeggiare! – ed è decorato con tre piccole fontane rustiche.

Anche per le decorazioni di questo piano il cardinale non aveva di certo optato per la sobrietà! Ogni sala presenta un tema specifico, tutti riconnessi alla natura, alla mitologia e all’acqua.

Sala della Caccia-Villa d'Este-Tivoli-Roma-Beni Culturali
Sala della Caccia

Sparse per il palazzo si possono ritrovare simboli e allegorie del mondo pagano e cristiano, storie mitologiche, scene sulle origini di Tivoli, scene di fantasia, di caccia, di paesaggio, decorazioni a grottesche. Tematiche diverse ma che hanno tutte un comun denominatore: esaltare le virtù e le doti del cardinale e della sua famiglia, celebrandone le nobili origini.

Seconda Sala Tiburtina-Villa d'Este-Tivoli-Affreschi-Villa Rinascimentale
Seconda Sala Tiburtina – dettaglio degli affreschi

Dalla centrale Sala della Fontana – come suggerito dal nome in questa stanza è presente una fontana ricoperta da ceramiche multicolore, sculture, frammenti di vetro, conchiglie e pietre preziose che rappresenta il tempio della Sibilla, simbolo di Tivoli – si accede al terrazzo chiamato Vialone e da qui ai rinomati giardini che hanno reso Villa d’Este celebre in tutto il mondo.

Sala della Fontana-Villa d'Este-Tivoli-Tempio della Sibilla-Roma
Sala della Fontana

Sì, perché non si tratta di un semplice giardino ma di una vera e propria opera di idraulica e architettura, tra le più sofisticate del Cinquecento (il giardino all’italiana di Villa d’Este esercitò una profonda influenza sullo sviluppo della progettazione di giardini in Europa).

Partendo dal Vialone, delimitato alle sue estremità dalla Gran Loggia – che ricorda un monumentale arco di trionfo – e dalla fontana di Europa, siamo scesi attraverso il percorso che porta alla parte più estrema dei giardini, dove anticamente si trovava l’ingresso principale della villa.

Arco di Trionfo-Vialone-Villa d'Este Tivoli-Roma
Gran Loggia nel Vialone

Nonostante avessimo una piccola mappa, abbiamo girato senza seguire l’itinerario suggerito. Complice anche la notte, avevo l’impressione di trovarmi in un luogo magico, fuori dal tempo. Il nostro percorso è stato accompagnato dallo rumore dell’acqua. Un brusio di sottofondo che aumentava man mano che ci avvicinavamo a una delle straordinarie fontane. Opere dove scultura, architettura e ingegneria si fondono perfettamente, creando nel visitatore – di ieri e di oggi – un effetto di pura sorpresa e stupore. Tutto è stato sapientemente ideato e costruito. In tutte le fontane è possibile riscontrare complessi motivi allegorici e simbolici, che rimandano ai concetti già espressi nel Palazzo.

Fontana della Civetta-Giardini-Villa d'Este-Tivoli
Fontana della Civetta
Fontana dell'Ovato-Fontana di Tivoli-Villa d'Este-Tivoli-Roma-Giardino all'italiana
Fontana dell’Ovato

Come i riferimenti alle città di Roma e di Tivoli rispettivamente nella fontana di Rometta e in quella dell’Ovato (o di Tivoli), poste l’una di fronte all’altra, alle estremità del famoso Viale delle Cento Fontane.

Fontana di Rometta-Villa d'Este-Tivoli-Roma
Fontana di Rometta

Uno dei luoghi più belli e più fotografati di tutta la villa, un meraviglioso asse acquatico che collega idealmente Tivoli con Roma, rimandando al fiume Aniene che, con i suoi affluenti, si immette nel Tevere. Si tratta di circa cento fontane decorate con gigli e aquile (simboli della famiglia d’Este), obelischi e navicelle da cui fuoriesce, zampillando, l’acqua.

Viale delle Cento Fontane-Villa d'Este-Tivoli-Scultura
Viale delle Cento Fontane – dettaglio

Ma oltre ai riferimenti colti, i giardini erano intesi come un teatro, in cui il visitatore era spettatore ma anche a volte attore quando veniva investito da ‘scherzi d’acqua’ creati ad hoc, oppure da musica riprodotta grazie al movimento dell’acqua come nella famosa fontana dell’Organo. Questa fontana viene animata da un organo idraulico, un meccanismo ad acqua nascosto che riproduce una melodia tramite l’organo inserito nella fontana. Ancora oggi si può ascoltare questa musica: la fontana, infatti, viene azionata ogni due ore; bisogna solo tenere d’occhio l’orologio e, soprattutto, non fare come noi che abbiamo sbagliato strada, perdendoci così l’inizio dello spettacolo!

Fontana dell'Organo-Villa d'Este-Tivoli-Italia
Fontana dell’Organo
Fontana di Nettuno-Villa d'Este-Giochi d'acqua-Architettura-scultura-Tivoli
Fontana di Nettuno e Fontana dell’Organo (sullo sfondo)

Oltre alle scenografiche fontane, sono presenti grotte artificiali, logge e peschiere. Inoltre, anticamente la villa era abbellita da una ricca serie di statue, busti, bassorilievi, urne e sarcofagi di età classica provenienti da scavi eseguiti nelle aree archeologiche circostanti – come Villa Adriana, da cui proviene il tripode presente in copia nel terrazzo del Vialone.

Tripode-VillaDEste-Vialone-Tivoli
Tripode

Infine, non bisogna dimenticare che queste meravigliose opere sono circondate da diverse varietà di piante e alberi. La struttura geometrica originaria del giardino, suddivisa in comparti regolari disposti simmetricamente rispetto all’asse centrale, è stata, però, modificata nel corso degli anni. Furono eliminato i labirinti, i pergolati e i padiglioni e al posto di alberi da frutto e viti – qui veniva coltivata la varietà del pizzutello, quell’alimento non ben identificato che ha accompagnato la mia infanzia con la filastrocca “Sedia sediola” – furono impiegati abeti, pini, lecci, cipressi.

Peschiere-Villa d'Este-Giardino all'italiana-Tivoli-Roma
Veduta delle Peschiere dalla Fontana dell’Organo

Cos’altro dirvi? Visitare Villa d’Este è un’esperienza unica, un’emozione continua che trasporta il visitatore in un’altra epoca, tra gli sfarzi del Rinascimento italiano.

 

Questo articolo è stato scritto da Valentina


Villa d’Este di Tivoli

Piazza Trento, 6 – Tivoli (RM)

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