Visitare Lione in un giorno e mezzo

Avete presente i viaggi last minute? Bene, questo è stato uno di quelli organizzati proprio all’ultimo secondo, prenotando l’albergo il 4 gennaio per il giorno seguente. Destinazione: Lione.

La scelta è ricaduta su questa città della Francia perché facilmente raggiungibile da Torino in poco più di 3 ore e mezzo di macchina. Siamo partiti un po’ allo sbaraglio, senza cercare informazioni su cosa vedere ma assicurandoci solo di riuscire a visitare il centro della città a piedi. Ci è bastato poco tempo per capire di aver fatto la scelta giusta!

Lione è la capitale della regione del Rodano-Alpi ed è la terza città più grande della Francia, dopo Parigi e Marsiglia. Ricca di cultura e storia, le sue origini sono molto antiche e la sua fondazione sembrerebbe risalire ben prima della conquista dei romani avvenuta nel 43 a.C. Ma Lione è anche la capitale gastronomica della cucina francese. Tra le strade della città si possono trovare i bouchon, ristoranti tipici lionesi dove poter gustare i piatti della tradizione, insieme a numerosi ristoranti stellati che rielaborano i prodotti locali trasformandoli in piatti gastronomici d’eccezione. Insomma a Lione ce n’è per tutti i gusti!

Noi siamo partiti senza avere a disposizione nessun tipo di guida né di mappa ma facendo affidamento esclusivamente sulle descrizioni e recensioni trovate su internet e usando Google Maps per muoverci nella città. Possiamo dire di essercela cavata ma se avessimo avuto a disposizione una guida cartacea sarebbe stato di gran lunga meglio.

Giorno 1

Io, Alessandro e Morfina – la nostra cagnolina che sì, si chiama come l’anestetico, ma è una lunga storia – siamo arrivati a Lione nel primo pomeriggio. Avevamo prenotato un albergo poco distante dal centro, su Cours Gambetta, uno dei pochi con a disposizione un parcheggio al chiuso a un prezzo accettabile. Arrivati in hotel, mentre mangiavamo un panino portato da casa, abbiamo dato uno sguardo veloce su internet per decidere cosa vedere durante la mezza giornata che avevamo a disposizione.

Jack Russell Terrier-Morfina-Cane-Lione
La nostra Morfina

Leggendo le varie descrizioni della città, abbiamo scoperto che il centro di Lione è composto da tre grandi aree: Fourviére, la collina che domina la parte ovest della città; Presqu’île, la penisola che si forma dalla confluenza del Rodano e dalla Soana, e Croix-Rousse, la collina un tempo abitata dai lavoratori della seta. Ai piedi di Fourviére, a ridosso del fiume Soana, è situata la Vieux Lyon, il quartiere dell’antica Lione.

Mappa Lione-Francia-Quartieri Lione-Centro storico
Mappa del centro di Lione

Per non perdere troppo tempo cercando di stabilire un itinerario, abbiamo deciso di avventurarci verso il centro e una volta lì decidere cosa fare.

Per la sua particolare conformazione, la città presenta numerosi ponti che collegano la penisola di Presqu’île con il resto del capoluogo. Dopo aver passeggiato lungo Cours Gambetta, abbiamo attraversato Pont de la Guillotière, ammirando davanti a noi la parte della città che si estende lungo il fiume (il Rodano in questo caso) e la Basilica di Notre-Dame de Fourvière, costruita sull’omonima collinetta, con affianco la Tour métallique de Fourvière. Queste due costruzioni, insieme all’enorme ruota panoramica di Place Bellecour, sono degli importanti punti di riferimento che permettono di non perdersi dentro la città, basta alzare lo sguardo per capire in che direzione andare!

Collina Fourviére-Pont de la Guillotière-Lione-Francia-viaggio
Veduta della collina di Fourviére da Pont de la Guillotière

Il nostro tour della città è iniziato da Presqu’île: superato il ponte ci siamo diretti verso Place Bellecour, passando prima davanti al Flower Tree, una scultura realizzata dall’artista coreano Jeong Hwa Choi per la Biennale di Arte Contemporanea di Lione del 2003.

Lione-Jeong Hwa Choi-Flower Tree-Scultura-Arte Contemporanea
Jeong Hwa Choi, Flower Tree

Place Bellecour è la piazza più grande di Lione ed è la più grande piazza pedonale d’Europa. Al centro è posizionata la statua equestre di Luigi XIV – impossibile da fotografare senza un turista davanti in posa – mentre sull’estremità ovest si trova la statua dedicata al Piccolo Principe e a Antoine de Saint-Exupéry, scrittore nato proprio a Lione. Ma ciò che maggiormente attrae l’attenzione in questa piazza è sicuramente la grande ruota panoramica con i suoi giochi di luce.

Lione-Place Bellecour-Ruota Panoramica
Ruota Panoramica in Place Bellecour

Da qui abbiamo iniziato a girare senza una meta ben precisa. Aiutandoci con Google Maps, abbiamo cercato di individuare i punti di maggiore attrazione di questa zona di Lione, indirizzandoci verso Croix-Rousse. Attraversando Rue de la République – lunga via di shopping – siamo arrivati fino a Place de la République e da qui, passando sotto al Passage de l’Argue – una galleria con negozi – siamo giunti a Place des Jacobins. Al centro della piazza si trova una fontana del XIX secolo che celebra quattro grandi artisti francesi: il pittore Hippolyte Flandrin, lo scultore Guillaume Coustou, l’architetto Philibert Delorme e l’incisore Gérard Audran.

Place des Jacobins-Fontana dei Giacobini-Lione-Arte-Viaggi
Fontana dei Giacobini in Place des Jacobins

Giusto il tempo di qualche scatto e abbiamo ripreso a camminare. La tappa successiva è stata la chiesa di Saint-Nizier. L’edificio è in stile gotico fiammeggiante ed è stato costruito a partire dagli inizi del 1300. Secondo la tradizione, l’attuale chiesa sarebbe stata costruita sui resti di una precedente basilica fatta erigere nel V secolo dal vescovo sant’Euchero, diventando in seguito luogo di sepoltura dei vescovi di Lione tra i quali anche San Nizier, da cui la chiesa prende il nome.

Chiesa di Saint-Nizier-Facciata-Lione-Francia-Gotico Fiammeggiante
Chiesa di Saint-Nizier

Come in tutte le chiese gotiche, l’interno è molto semplice ma impreziosito dalle bellissime vetrate colorate che si aprono lungo il perimetro dell’edificio. Peccato però che, essendo ormai notte, le scene raffigurate non era tutte ben visibile.

Chiesa di Saint Nizier-Vetrata-Lione_Francia-Gotico
Chiesa di Saint-Nizier, vetrata

Ma quello che più mi ha colpita sono stati alcuni dettagli all’esterno. La facciata rivela una curiosa mescolanza di stili: la torre di sinistra, la più antica, è sormontata da una guglia in mattoni rossi e presenta un orologio sopra il quale si possono vedere le due campane. La guglia della torre di destra, invece, è scolpita in pietra calcarea e, al posto dell’orologio, presenta un rosone. Spulciando su internet ho scoperto che la differenza tra le due torri è dovuta ad un rimaneggiamento del XIX secolo. Il portale centrale di epoca rinascimentale completa il cocktail della facciata. Ancora più singolare però è la presenza di negozi addossati alla parete dell’abside, inseriti in una specie di porticato chiuso in stile gotico. Davvero singolare!

Chiesa di Saint Nizier-Esterno della chiesa-Lione-Francia
Negozi lungo il lato della Chiesa di Saint-Nizier

Usciti dalla chiesa – viaggiando insieme a Morfina, in tutti gli edifici che abbiamo visitato siamo dovuti entrare uno alla volta – ci siamo diretti verso Place des Terraux dove si trovano l’Hôtel de Ville (il Municipio) e la Fontaine Bartholdi con i quattro maestosi cavalli che simboleggiano i fiumi che sfociano nell’Oceano.

Hôtel De Ville-Municipio-Place des Terraux-Lione-Francia
Hôtel de Ville (Municipio) in Place des Terraux
Place des Terraux-Fontana Bartholdi-Lione-Francia
Fontaine Bartholdi in Place des Terraux

Da qui il nostro intento era dirigerci verso la collinetta di Croix-Rousse per arrivare fino al Mur des Canuts, il grande murale che racconta la vita di questo quartiere, famoso per i suoi tessitori di seta (i Canuts). Non essendo più molto presto, ci siamo fermati all’inizio della collina, davanti l’Anfiteatro delle Tre Gallie, che però non siamo riusciti a vedere perché non illuminato.

La fame iniziava a farsi sentire e abbiamo così cercato un ristorante dove poter cenare. Se vuoi mangiare qualcosa di tipico a Lione la parola d’ordine è bouchon. Totalmente impreparati in materia di piatti lionese, ci siamo un po’ affidati al caso (e a TripAdvisor).  Siamo arrivati così in Rue Mercière a Presqu’île, una strada totalmente costellata di ristoranti. Dopo aver cercato di capire qualcosa dai menù esterni dei locali, siamo entrati nel ristorante La Traboulerie che diceva essere “petit bouchon lyonnese”. Scegliere cosa ordinare è stato difficilissimo! Dopo lunghissimi minuti di indecisione, spinti dal cameriere che veniva a farci pressione psicologica, abbiamo preso come antipasto una salade paysanne, insalata verde con cubetti di formaggio Comté e petto di pollo arrostito, e cervelle de Canut, formaggio fresco condito con erbette e accompagnato da patate bollite (onnipresenti nella cucina francese!). Come secondo abbiamo ordinato una salsiccia (che in realtà era un cotechino), condita con una salsina al vino insieme ad un contorno di patate e finocchi cotti, e una fettina impanata di vitello che sotto la impanatura nascondeva delle nervature… si trattava di trippa, un piatto che non amiamo affatto! È stato così che, a nostre spese, abbiamo scoperto che la cucina lionese si basa principalmente su carne e frattaglie. A fine cena ci è stato offerto un liquore all’arancia, molto zuccheroso, che è riuscito farci dimenticare il sapore della trippa. Sazi ma non del tutto soddisfatti, siamo tornati pian pianino verso il nostro hotel. Finiva qui la nostra prima (mezza) giornata a Lione

Bouchon-Liquore all'arancia-Lione-Francia-La Traboulerie-Ristorante
Liquore all’arancia

Giorno 2

Il secondo giorno è iniziato con un’abbondante petit déjeuner in albergo. Confesso che davanti ad una colazione a buffet perdiamo ogni controllo perché dobbiamo assolutamente provare tutto (o quasi). Croissant, pane tostato, baguette, marmellate, biscotti, yogurt e persino caffè americano – che, per chi come me è un caffè dipendente, è solamente un’insulsa acqua colorata (dalla lista ho omesso le uova strapazzate, il formaggio e la pancetta ma questo perché solamente uno di noi tre ne ha ). Questo abbondante pasto ci ha permesso di girare per Lione senza quasi mai fermarci fino a cena, facendo solo una breve pausa per uno spuntino pomeridiano.

Lione-Selfie-Prasqu'île
Selfie con Morfina
Collina di Fourvière-Vieux Lyon-Lione-Basilica di Notre Dame de Fourvière-Cattedrale di Saint Jean
Vista della Collina di Fourvière e di Vieux Lyon

La prima meta di questa giornata è stata la collina di Fourvière dove si trovano la Basilica di Notre-Dame de Fourvière e il Teatro romano. Per salire sulla collina si può prendere la funicolare che parte dalla fermata della metro Vieux Lyon. Sapevamo che nella metro di Lione è vietato l’ingresso ai cani, quindi immaginavamo che questo divieto si estendesse anche alla funicolare. Per semplice curiosità abbiamo consultato il sito per cercare informazioni e abbiamo letto che la funicolare era momentaneamente chiusa per lavori ma che il servizio veniva garantito con dei pullman sostitutivi (ah, l’efficienza francese!). Funicolare o no, siamo stati piacevolmente obbligati a salire a piedi, facendo una bella passeggiata sotto al sole.

Cattedrale di Saint-Jean Baptiste-Lione-Francia-Gotico Fiammeggiante-Esterno della chiesa
Cattedrale di Saint-Jean Baptiste, esterno

Arrivati nella Vecchia Lione (Vieux Lyon), prima di salire a Fourvière, ci siamo fermati nella Cattedrale di Saint-Jean Baptiste, che si trova nell’

Cattedrale di Saint Jean Baptiste-Facciata della chiesa-Monumento storico-Francia-Lione
Cattedrale di Saint-Jean Baptiste, facciata

omonima piazza. La chiesa vanta il titolo di primaziale – qui aveva sede l’arcivescovo primate – e di monumento storico di Francia. Edificata tra il XII e il XV secolo, il suo stile è testimonianza del passaggio dal romanico al gotico. La facciata è in stile gotico flamboyant con tre portali strombati e un rosone centrale.

Cattedrale di Saint Jean Baptiste-Abside-Gotico-Vetrate-Lione-Chiesa-Francia
Cattedrale di Saint-Jean Baptiste, abside

Entrando all’interno si notano subito gli elementi tipici di questa corrente come lo sviluppo verticale e le meravigliose vetrate colorate dai toni blu e viola. Elementi dell’architettura romanica invece si possono individuare nell’abside, prima zona ad essere costruita, soprattutto nella parte inferiore. Ma la vera sorpresa di questa cattedrale è l’orologio astronomico, piccolo gioiello di meccanica costruito nel XIV secolo e ancora funzionante.

Cattedrale di Saint Jean Baptiste-Orologio Astronomico-Lione_Francia
Cattedrale di Saint-Jean Baptiste, orologio astronomico

Abbiamo proseguito il nostro tour dirigendoci a piedi verso la Basilica di Notre-Dame de Fourvière.

La Basilica è uno dei simboli della città: fu costruita nel 1872 grazie alle donazioni dei lionesi per adempiere al voto fatto dal vescovo al fine di salvare la città dalla guerra contro la Prussia.  In realtà il legame dei lionesi con questo luogo è molto più antico. Su questa collina – soprannominata la collina che prega – fu martorizzato san Potino e sempre qui i lionesi vennero a pregare la Vergine (esisteva già una cappella di età medievale dedicata a Maria e a san Tommaso) affinché liberasse la città dalle dall’epidemie di scorbuto del 1638 e da quella di peste del 1643. La famosa festa delle luci di Lione, che si celebra l’8 dicembre, è legata proprio alla commemorazione della fine della peste e inizialmente si celebrava l’8 settembre con l’accensione di un cero votivo alla Vergine.

Basilica di Notre Dame de Fourvière-Collina di Fourvière-Lione-Francia
Basilica di Notre Dame de Fourvière, facciata (particolare)

La basilica è in stile neo gotico con richiami all’architettura classica e bizantina. Anche per la sua posizione che sovrasta la città, l’edificio ricorda la chiesa del Sacro Cuore di Parigi. Esternamente la basilica è riccamente decorata con statue e altorilievi ma è l’interno che lascia il visitatore a bocca aperta.

Basilica di Notre Dame de Fourvière-Mosaico-Lione-Francia
Basilica di Notre Dame de Fourvière, interno

Ogni centimetro è ricoperto di oro, marmo, vetro, mosaici… un po’ troppo per i miei gusti. Sotto la chiesa è presente una grande cripta dedicata a san Giovanni, più sobria rispetto all’edificio principale.

Basilica di Notre Dame de Fourvière-Mosaico-Lione
Basilica di Notre Dame de Fourvière, mosaico (dettaglio)

Uscendo dalla chiesa, tappa obbligatoria è la terrazza panoramica dalla quale si può ammirare tutta Lione. A pochi passi si trova anche la Tour Métallique de Fourvière, una Tour Eiffel in miniatura non accessibile ai visitatori, utilizzata come torre di trasmissione per la rete televisiva.

Panorama-Lione-Collina di Forvière
Veduta di Lione dalla terrazza della Basilica di Fourvière
Tour Métallique de Fourvière-Torre Metallica-Lione-Francia
Tour Métallique de Fourvière

Dopo un ultimo giro intorno alla chiesa, abbiamo iniziato a riscendere per dirigerci verso il Teatro romano che si trova all’interno del Parco Archeologico di Fourvière. Qui si possono ammirare i resti dell’antica Lugdunum, il nucleo più antico della città di Lione. Il teatro fu costruito dall’Imperatore Augusto e successivamente ampliato sotto Adriano. Nel suo periodo di maggiore splendore il teatro poteva ospitare fino a 10.000 persone!

Teatro Romano-Lione-Archeologia_Francia
Teatro romano

Totalmente abbandonato nel corso dei secoli, negli anni ’90 è stato ristrutturato e ancora oggi viene usato per diversi spettacoli. Accanto al sito si trova il Museo della Civilizzazione gallo-romana con ingresso a pagamento, mentre tutta l’area archeologica si può visitare gratuitamente.

Lasciato il Teatro Romano siamo tornati nella parte bassa di Lione per visitare la chiesa di San Giorgio che si trova ai piedi della collina di Fourviére. Purtroppo al nostro arrivo la chiesa era chiusa. Questo piccolo intoppo ci è servito per fare una pausa e per acquistare un po’ di macarons – dolce tipico francese – nella pasticceria Richart.

Macarons-Pasticceria Richart-Lione-Francia-Dolce
Io e i macarons!

Nella nostra totale disorganizzazione c’è stata un’incomprensione tra me e Alessandro sulla successiva meta da visitare. Io volevo vedere i traboules – che si trovano sia nel quartiere di Vieux Lyon sia in quello di Croix-Rousse – mentre lui aveva capito che volessi rivisitare (con la luce del giorno) Presqu’île. Quindi, dopo aver riattraversato Place Bellecour, siamo subito tornati indietro verso la Vecchia Lione.

Place Bellecour-Ruota Panoramica-Lione
Place Bellecour

Se Presqu’île si distingue per il suo stile elegante e raffinato, la zona della Vieux Lyon è caratterizzata da un’atmosfera totalmente diversa che invita ad andare a zonzo. Vicoli mattonati, edifici medievali e rinascimentali dai colori ocra, piazzette, terrazze, pasticcerie, bouchon… è veramente un quartiere pieno di fascino e meraviglie. E poi ci sono le traboules, i passaggi segreti di Lione!

Palazzo di Giustizia-Lione-Francia
Palazzo di Giustizia

Prima di spingerci nel cuore della Vecchia Lione siamo passati davanti al Palazzo di Giustizia, che ricorda la struttura di un tempio greco, e al Giardino archeologico di Saint-Jean, che si trova sul lato sinistro della cattedrale. Qui si possono ammirare i resti di due chiese medievali che sorgevano proprio accanto a Saint-Jean, le chiese di Saint-Étienne e quella di Saint-Croix, demolite durante la Rivoluzione francese.

Giardino archeologico di Saint Jean-Archeologia-Lione
Giardino archeologico di Saint-Jean

Era finalmente giunto il momento di addentrarci tra le stradine della Vecchia Lione. Abbiamo passato praticamente tutto il resto della nostra giornata qui. Dopo aver dato una prima occhiata generale abbiamo iniziato a cercare i traboules. Si tratta di passaggi realizzati dai lavoratori che abitavano questa zona e che collegavano le diverse strade del quartiere. Erano delle vere e proprie scorciatoie che permettevano di velocizzare il loro passaggio da una via all’altra. Questi traboules racchiudono dei tesori: cortili, gallerie, scalinate, pozzi, sculture e giardini che nella loro semplicità sono di un fascino disarmante. I traboules attraversano edifici abitati e non tutti sono accessibili al pubblico.

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Traboule di Rue St. Jean 54 – Rue du Boeuf 27 (La longue traboule)

Il primo che abbiamo attraversato è stato quello che collega rue St. Jean 54 con rue du Boeuf 27 ed è il più lungo della città poiché attraversa quattro cortili. Per non perderci – ma anche per rigustarci il traboules – lo abbiamo ripercorso a ritroso sbucando nuovamente su rue St. Jean.

Siamo entrati poi nel traboule di rue St. Jean 28 chiamato “Deux cours en une” perché attraversa solo due cortili.

Traboules-Rue Saint Jean 28-Lione-Cortile
Traboule di Rue St. Jean 28

Al civico 24 di rue St. Jean si trova La Maison Laurencin, un altro passaggio che sbuca su rue du Boeuf 1.

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Traboule di Rue St. Jean 24

Dopo un paio di portoni trovati chiusi, tra cui quello della torre rosa in rue du Boeuf e quello di rue St. Jean 27, siamo andati a place du Gouvernement e abbiamo attraversato il passaggio che conduce fino alla Soana su Quai Romain Rolland.

La sensazione che si ha nel percorrere questi passaggi è molto strana. Si passa dal chiasso della strada al silenzio e alla calma di questi spazi privati. Ogni volta che uscivo da questi “corridoi” volevo subito rientrare dentro per godere nuovamente di quella narcotica tranquillità.

Place du Change-Vieux Lyon-Vecchia Lione-Lione
Place du Change (Vieux Lyon)

Durante la ricerca dei traboules ci siamo infilati nel Musée Miniature et Cinéma in rue St. Jean dove si può vedere gratuitamente una piccola esposizione della collezione sistemata nell’ingresso del museo.

Mentre gironzolavamo ci siamo fermati in una pasticceria incuriositi da un dolce rosa. Si tratta della praluline un dolce tipico di Lione ideato dal pasticcere Pralus nel 1955. Per puro caso siamo entrati proprio nella boutique di questo pasticcere e abbiamo degustato dei piccoli assaggi della loro specialità. La praluline è un dolce simile al pan brioche, farcita con nocciole tostate e praline rosa spezzettate (mandorle ricoperte di zucchero colorate in rosa). Una bomba di gusto e di calorie. Lasciandoci tentare dalla gola, ne abbiamo acquistata una da riportare a casa.

Praluline-Dolce-Lione-Pasticceria Pralus
La Praluline

Dopo aver perlustrato ogni angolo della Vecchia Lione, siamo tornati in Rue Mercière a Presqu’île per cercare un ristorante dove cenare. Avremmo voluto mangiare in un bouchon a Vieux Lyon ma nessuno di quelli visti ci aveva convinto.

Dopo una breve ricerca siamo finiti nel ristorante Le Fiston. Tra i tanti locali presenti su questa strada ci è sembrato il meno turistico. La cena è stata un po’ cara (Lione non è di certo una città economica) ma decisamente buona. Abbiamo scelto la formula menù, molto gettonata nei ristoranti della zona, che prevedeva un antipasto, un secondo e un dessert o formaggio.

soupe à l’oginon gratinée-Lione-Cucina francese-Zuppa di Cipolle
Soupe à l’oginon gratinée

Volevamo provare la soupe à l’oginon gratinée (zuppa di cipolle), piatto tipico francese che presenta diverse varianti a seconda della zona. La zuppa, dal sapore molto delicato, viene servita in una ciotolina ed è accompagnata da fettine di baguette leggermente tostate, perfette da inzuppare. Un piatto che va assolutamente provato! Abbiamo proseguito la cena con un secondo a base di carne di maiale in salsa e concluso con un assaggio del formaggio Saint-Marcelin e una fettina di torta con crema e cioccolato.

Anche questa seconda giornata era arrivata al termine e, dopo un’ultima breve passeggiata per il centro di Lione, siamo tornati in albergo.

Teatro dei Celestini-Place des Céestins-Lione_Francia
Teatro dei Celestini

Finiva qui la nostra breve permanenza in questa splendida città. La mattina seguente ci siamo rimessi in viaggio per tornare a Torino, soddisfatti dell’itinerario scelto e sicuri di portare con noi un bellissimo ricordo di Lione.

 

Questo articolo è stato scritto da Valentina

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